1. La Mescola |

L’elemento più importante, anche dal punto di vista quantitativo, è rappresentato dalla Mescola. La Mescola è (era) essenzialmente costituita da bitume distillato, polimeri sintetici e cariche minerali.

Il bitume distillato garantisce l’impermeabilità del manufatto grazie alla sua totale incompatibilità con l’acqua, il polimero corregge l’estrema termo-sensibilità del bitume e ne garantisce il mantenimento delle caratteristiche impermeabili, le cariche minerali sostanzialmente riducono i costi di produzione.

Ho messo fra parentesi “era” perché nel corso degli anni, l’accentuarsi del livello competitivo determinato da una forte contrazione delle quantità assorbite dal mercato italiano, ha spinto molti produttori a utilizzare polimeri sintetici derivanti dal recupero del PET, oli riciclati (dannosi per la salute dell’applicatore), cere, ecc., che pur garantendo un ulteriore abbattimento dei costi di produzione, compromettono una delle caratteristiche fondamentali di cui abbiamo parlato all’inizio: la durabilità del manufatto.

Dopo queste doverose premesse, veniamo alla classificazione delle membrane in funzione dei polimeri modificati utilizzati nella Mescola:

– Membrane Plastomeriche modificate con APP (Polipropilene atattico e isotattico)

– Membrane Elastomeriche modificate con SBS (Stirolo-butadiene-stirolo)

– Membrane ‘fantasiose’ (categoria inventata da me per indicare le varie tipologie derivanti sostanzialmente da trovate commerciali come elasto-plastomeriche, metalloceniche, light, e chi più ne ha più ne metta).

Le Membrane Plastomeriche sono caratterizzate da un’estrema compatibilità fra il bitume ed il polimero, garantendo il mantenimento delle caratteristiche chimico-fisiche del prodotto finito e di conseguenza la massima durabilità del sistema impermeabile.

Le principali caratteristiche sono le seguenti:

  • temperatura di rammollimento di circa 130°C (per cui sono consigliate per manti a vista posati direttamente su sistemi isolanti di alto spessore)
  • facilità di posa nel periodo estivo (non ci si affonda dentro)
  • Un’ottima resistenza ai raggi UV (con opportuna protezione)
  • Una buona resistenza al camminamento saltuario per le manutenzioni

Per quanto riguarda Le Membrane Elastomeriche le principali caratteristiche sono le seguenti:

  • Temperatura di rammollimento di circa 90°C
  • Elevata adesione a svariati tipi di supporto
  • Facilità di posa nel periodo invernale (ha bisogno di meno fiamma)
  • Elevata adattabilità ai vari particolari costruttivi (bocchettoni, esalatori, tubi, antenne, supporti per fotovoltaico, ecc.)
  • Possibilità di renderle autoadesive o termoadesive

In ultimo parliamo delle caratteristiche delle membrane fantasiose che si possono sostanzialmente ricondurre a quelle prodotte utilizzando gli stratagemmi di cui sopra:

  • Scarsa durabilità delle caratteristiche chimico-fisiche
  • Totale incostanza delle caratteristiche di partenza
  • Difficoltà di posa in opera con conseguenti maggiori oneri (saldatura dei giunti, verticali, dettagli costruttivi, ecc.)
  • Basso costo del prodotto.

L’ ultima considerazione riguarda le Cariche Minerali.

Tale componente, inerte per definizione, può comunque condizionare la qualità della posa in opera in funzione dell’umidità residua contenuta (la membrana sembra friggere durante la sfiammatura) arrivando a compromettere la tenuta delle giunzioni.

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